ORVIETO – OLIMPIERI: “MA SUL CRESCENDO E SU TUTTO IL RESTO, GERMANI DOVE STAVA?
16 Aprile 2016La richiesta di più di 2 milioni di euro avanzata nei confronti di tutti gli ex amministratori del Consorzio Crescendo è l’atto con il quale si seppellisce definitivamente il sistema politico, finanziario ed economico che ha egemonizzato Orvieto e l’orvietano nel primo decennio del nuovo millennio. Per un decennio la sinistra al potere ha bruciato milioni e milioni di soldi dei contribuenti orvietani attraverso la costituzione di società per azioni, aziende speciali e consorzi, tutte strutture immancabilmente fallite o liquidate indegnamente. Senza dimenticare come, sempre in quel decennio, la stessa sinistra abbia scommesso con la finanza creativa attraverso la sottoscrizione di contratti derivati per milioni di euro, ovviamente i soldi con i quali la sinistra scommetteva erano sempre degli orvietani. Oggi che anche il Crescendo conclama il proprio fallimento politico e finanziario, risulta quanto mai necessario ricordare che durante quegli anni Germani è stato una delle figure più importanti di quel sistema di potere, contribuendo a gestire la città in lungo ed in largo e producendo un filotto di disastri senza pari. Da Assessore ai lavori Pubblici, oltre ad essere un primario protagonista nell’aver accettato senza batter ciglio le decine e decine di migliaia di tonnellate che dalla Campania venivano conferite presso Le Crete ed oltre ad aver avallato la svendita completa della discarica, ha preso parte direttamente a tutte le scelte politiche che venivano effettuate in quegli anni. Come non ricordare la Farmacia Comunale, costituita in Azienda Speciale e gestita da un Consiglio di Amministrazione composto da cinque membri (sic!!) nominati con la logica del manuale Cencelli (due DS, uno alla Margherita, uno ai Socialisti ed uno a Rifondazione Comunista) e portata in pochissimi anni ad avere un passivo di più di 200.000 euro. Come non ricordare Risorse per Orvieto SPA, nata nel 2004 con un capitale sociale di 1 milione di euro (mutuo acceso dal Comune di Orvieto e pagato con le tasse dei cittadini) per dare un futuro alla Piave e impossibilitata ad operare dopo solo tre esercizi perché erano stati consumati, tra piano finanziario, imposte e indennità ai membri del CdA, più di 700.000 euro. Come non ricordare come il buco dell’Associazione Teatro Mancinelli per quasi 1 milione di euro venne ripianato nel 2008 con un mutuo acceso grazie ad una Convenzione novennale stipulata tra Comune e Te.Ma. che permise a quest’ultima di poter ripianare le perdite. Come non ricordare la stipula dei contratti derivati con Banca Nazionale del Lavoro che hanno determinato perdite per milioni di euro e che, a differenza degli swap RBS, sono ancora un potenziale pericolo per le casse comunali visto che il contenzioso tra Comune e BNL è ancora aperto. Oggi che anche il debito milionario del Consorzio Crescendo è un fatto incontestabile e dovrà essere ripianato, dobbiamo ricordare come lo stesso Consorzio sia stato nel corso degli anni l’emblema del fallimento di un sistema di potere: dirigismo, assalto alla diligenza per i posti pagati profumatamente, incompetenze di ogni tipo, totale disinteresse e nessuna oculatezza della gestione dei soldi pubblici, sono questi gli elementi che ne hanno determinato il fallimento. Ed allora chiediamoci di nuovo dove stava Germani negli anni della grande “abbuffata”? La risposta è semplice: Germani durante gli anni della grande “abbuffata” stava nelle stanze del potere a decidere tutto questo disastro.
Stefano Olimpieri, Capo Gruppo IDENTITA’ e TERRITORIO



