PATTO DI TERRITORIO PER LA VERTENZA SANGEMINI-AMERINO

PATTO DI TERRITORIO PER LA VERTENZA SANGEMINI-AMERINO

16 Giugno 2020 0 Di Orvieto Notizie

Una forte preoccupazione condivisa da lavoratori, sindacati e amministrazioni comunali sul futuro di due siti produttivi storici e fondamentali per il territorio, come Sangemini e Amerino: è quanto è emerso dall’incontro che si è svolto oggi, 12 giugno, tra i rappresentanti sindacali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil e i sindaci e i rappresentanti dei comuni di San Gemini, Terni, Montecastrilli e Acquasparta.
“Come organizzazioni sindacali abbiamo ribadito ai primi cittadini e agli amministratori presenti i punti cardine della vertenza e la necessità di aver chiarezza in merito al possibile superamento del periodo concorsuale”, spiegano i segretari di Flai, Fai e Uila, Paolo Sciaboletta, Simone Dezi e Fabio Benedetti, presenti al confronto insieme ai delegati della Rsu Marcello Rellini, Riccardo Liti e Michele Leone.
Dopo un’ampia discussione lavoratori, sindacati e primi cittadini hanno concordato una serie di punti e richieste comuni: la costituzione di una regia regionale, formata da tutte le forze istituzionali interessate e dalle parti sociali, al fine di garantire la tutela dei marchi Umbri, l’occupazione sul territorio, l’integrità e la centralità dei due siti in oggetto; la necessità di avere accesso al piano industriale concordatario ed alle linee guida al più presto; il riconoscimento dell’alto valore simbolico, storico e occupazionale dei marchi delle acque minerali, che la cittadinanza umbra sente come propri.
Infine, le organizzazioni sindacali hanno ribadito le grande difficoltà in essere a livello commerciale, determinate da una rete vendite inadeguata e incapace di riacquisire gli spazi di mercato persi in passato. “Va ricreata una rete interna – concludono sindacati e Rsu – poiché i nostri marchi portano redditività importanti al gruppo stesso. Ma attualmente un marchio come Sangemini, invece di essere trainante per tutti, risulta irreperibile quasi ovunque a causa di strategie commerciali inadeguate. Lavoratrici e lavoratori sono stufi di pagare per gli errori e il pressappochismo dirigenziale”.

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