ORVIETO – Tra gli atti obbligatori allegati al Bilancio di Previsione 2017/19, il Consiglio Comunale ha approvato (11 favorevoli, 6 astenuti) l’aggiornamento del Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni del patrimonio immobiliare a valere per il prossimo triennio 2017-2019, ovvero, gli immobili inseriti nel Piano stesso entrano a far parte del patrimonio disponibile del Comune. Bene da valorizzare con finalità culturali previa regolarizzazione dell’intestazione della proprietà in capo al Comune è lo stabile della ex Chiesa di San Francesco in piazza Febei, adiacente la Biblioteca Comunale; sono indicati invece, come beni da alienare: tre terreni in zona artigianale di Ciconia (via delle Acacie), un terreno in località Colonnetta di Prodo (precedentemente utilizzato come acquedotto), una rata di terreno corte della Scuola d’Infanzia Regina Margherita (centro storico) e i locali ubicati al piano terra del complesso ex Zitelle Sperse in via Pecorelli (utilizzati attualmente come magazzini). L’argomento è stato illustrato dall’Assessore al Patrimonio, Andrea Vincenti il quale ha ricordato che la normativa vigente stabilisce che per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali, ciascun ente individua, attraverso apposito elenco, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione. “E’ con soddisfazione ed orgoglio che presentiamo il primo piano dell’era post predissesto – ha concluso l’Assessore Vincenti – un piano molto sintetico che indica che non c’è più bisogno di vendere i gioielli di famiglia bensì da mantenere a disposizione per le politiche dell’Ente. Invito a riconoscere ad esempio il lavoro fatto su Palazzo Negroni, ex Tribunale, che è emblematico della politica che stiamo attuando. Un esempio tangibile che è la sintesi di quello che noi pensiamo di debba fare del patrimonio pubblico”.
Sintesi del dibattito:
Roberta Tardani (Forza Italia): “bravo Assessore per il comizietto politico. E’ già dal governo Monti che i gioielli di famiglia non si possono vendere per ripianare i buchi di bilancio altrimenti non avremmo dovuto ricorrere al predissesto. Siamo felicissimi che è finita la fase della vendita dei beni, però ad esempio, vorrei sapere che fine ha fatto il ‘Museo Diffuso’ visto che tutti i pannelli presenti in città non funzionano”.
Roberta Cotigni (Per andare avanti): “il decreto Monti è entrato in vigore nel 2013 ed entro quella data la passata Amministrazione ha venduto l’ex Mattatoio, la Farmacia Comunale ed altri beni, quindi l’attuale Amministrazione ha lavorato bene e sta proseguendo secondo le linee programmatiche del Sindaco”.
Lucia Vergaglia (M5S): “vi siete dimenticati del Liceo Artistico di cui anche la sede attuale poteva avere una sistemazione. Quindi vi chiedo che tipo di politiche si stanno facendo per risolvere i problemi dell’attuale e poco felice sistemazione del Liceo Artistico? Avete fatto il vostro dovere e presentare quello è rimasto è il minimo che ci si può aspettare. Sarebbe interessante conoscere gli aggiornamenti sul programma dell’Amministrazione”.
Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “quando sono stati alienati alcuni beni (Bar Centrale, Mattatoio e Farmacia Comunale) era a causa di una situazione debitoria spaventosa avuta in eredità, situazione che già nel settembre 2006 esplose con il debito pubblico di 6,4 mln euro. Già allora vennero venduti decine di immobili per ripianare i deficit di bilancio che all’epoca le norme rendevano possibile. Nel 2013 il governo Monti cambiò le regole con il ricorso al cosiddetto piano di riequilibrio finanziario. Faccio questa cronistoria perché i debiti erano stati fatti anni e anni prima. Quindi basta con la dietrologia. La Farmacia perdeva 1,6 mln di euro l’anno e il risanamento del bilancio è passato anche da lì. Quell’operazione, condotta dalla precedente Amministrazione, ha permesso di introitare 3 mln per ripianare il deficit emerso nel 2006. Pertanto, da parte di tutti serve una certa serietà nell’affrontare le questioni, dalle norme precedenti del passato a quelle attuali, dalle situazione debitorie del passato all’oggi. Oggi è stato giusto togliere quel patrimonio importante dal piano delle alienazioni (nel 2016 però c’era) perché è cambiato un mondo e perché c’è stato un percorso che oggi ha portato i fondamentali del bilancio di questo Comune ad essere in regola. Perciò si deve parlare con cognizione di causa!”.
Andrea Sacripanti (Grupppo Misto): “la relazione trionfalistica dell’Assessore è abbastanza scorretta visto che oggi sono le norme a stabilire come agire. Sono anni che il bilancio ci dà degli avanzi di amministrazione quindi anche se la legge lo avesse consentito non avremmo messo cespiti importanti sul mercato. Non mi scandalizzo sul fatto di interpretare la vendita di beni pubblici ai privati. Questa presentazione enfatica la reputo eccessiva. Concordo sul fatto che non si deve svendere. Esprimo plauso per aver concentrato alcuni uffici in un unico contenitore ma nulla di più, visto che è una operazione di buon senso e non l’operazione del secolo. Chiedo che Sindaco e Giunta prendano posizione contro la svendita che la Regione e la USL stanno facendo dell’ex Ospedale svenduto a 3,5 mln di euro”.
Maria Flavia Timperi (PD): “bene fare la storia ma è doverosa qualche puntualizzazione. Vincenti ha voluto sottolineare come le risorse vanno considerate come tali e non come bene da allocare sul mercato. Il Comune nel 2014 non ha sistemato il bilancio, ma ha predisponendo un piano decennale che doveva attuare chi veniva dopo, ed è quello che oggi è stato fatto anticipando l’uscita dal predissesto. Vorrei anche ricordare che venne venduto trionfalmente il mattatoio dimenticandosi però di acquisire il corrispettivo!”.
Replica Assessore Vincenti: “non va equivocata la legge del governo Monti che in alcun modo impediva la vendita, bensì impediva di utilizzare il controvalore delle vendite per tenere in piedi i bilanci. Da parte mia non c’era alcuna enfasi, se non dare valore al lavoro svolto da tre anni dal settore patrimonio del Comune che ha reimpostato la politica delle vendite, attività che è stata anche e soprattutto una scelta dell’Amministrazione. Abbiamo ereditato il piano che in parte abbiamo convogliato in una politica più nostra e penso che dobbiamo informarne i cittadini doverosamente. Il Liceo Artistico ospitato presso la palazzina Comando, dimostra che poter disporre di un bene in grado da assolvere ad una funzione, ha reso possibile affrontare il problema che si era venuto a determinare; faccio presente inoltre che altri problemi di deficit strutturali dell’istituto scolastico vanno valutati con la Provincia. E’ chiaro che c’è un progetto e relativamente a Palazzo Monaldeschi sappiamo che non è il Comune a dover imporre determinate scelte agli altri Enti. Io ho solo constatato la situazione che, come Giunta abbiamo acquisito, cioè il piano di riequilibrio che faceva perno anche sulle vendite. Noi lo abbiamo preso in mano e gestito”.
Dichiarazioni di voto, Olimpieri: “qui siamo tutti figli di qualcuno. L’Assessore oggi sta quà per scelte politiche. Nel 2003 la riforma della farmacia in Azienda speciale comportò una gestione da parte di 5 membri di nomina politica che percepivano un quantum. Fu con l’Amministrazione successiva che si scese da 5 e 3 membri. Rispetto al Liceo Artistico il Sindaco Germani fece l’accordo con la Provincia e la Diocesi proprietaria dell’immobile, secondo cui nel giro di pochi anni la scuola sarebbe stata riaperta, ma poi ha ammesso che non se ne fa più nulla. Ciò a dimostrazione del fatto che le cose evolvono e che, gli immobili non sono tutti uguali: una cosa è un capannone industriale a Bardano altra cosa è l’ex Ospedale. Prendo atto che nel documento non risultano immobili di pregio. Capisco l’enfasi che fa parte del gioco delle parti, però su questa partita come su altre occorre dire sempre le cose come stanno, e la storia risale al settembre 2006”.
Sacripanti: “ho apprezzato l’intervento di replica dell’Assessore. La palazzina Comando non è più nel piano delle alienazioni, allora cosa ci facciano? Dopo tre anni di amministrazione ci dite cosa ci farete? Aver perso le elezioni è stata la più grande fregatura dell’ex Sindaco Concina perché questi risultati sono in gran parte il frutto del lavoro della sua Amministrazione e l’origine dei piccoli successi di cui oggi voi vi assumete tutto il merito. Astensione”.
Cotigni: “mi associo a Timperi e Vincenti. Preferisco verificare quello che è stato fatto in questi tre anni ovvero scelte politiche e un lavoro intenso. Siamo più che orgogliosi. Favorevole”.
Andrea Taddei (PD): “è ovvio che la realtà è dinamica e in continuo movimento. Il passato appartiene a tutti noi e tutti veniamo da realtà che ci hanno accompagnato nel nostro percorso. La determinazione messa dall’Amministrazione è meritevole. Il piano della passata amministrazione lo abbiamo interpretato e poi portato a compimento. Questo è incontestabile. La linea scelta è stata un’altra e, a fronte di situazioni che sembravano ineludibili, oggi queste vanno in tutt’altra direzione; vanno cioè verso la ricerca dell’aumento delle entrate e la valorizzazione degli asset. In questa ottica come PD chiediamo all’Amministrazione di andare ad una gestione integrata e professionale degli asset della città”.
Roberto Meffi (Forza Italia): “nessuno vuole banalizzare il lavoro fatto, ma che è solo il punto di partenza della soluzione dei problemi, e tutto passa dalla valorizzazione della ex caserma Piave, argomento su cui mi aspettavo qualche elemento ulteriore. Bene avere fatto la cronistoria ma ora il punto che ci devono vedere uniti è la soluzione dell’ex caserma. A Timperi dico, per la cronaca, che l’ultimo bilancio della Farmacia Comunale chiuse in attivo”.
fonte: ufficio stampa comune di orvieto