QUESTION TIME: “STRUTTURE E SERVIZI SANITARI PER LA COMUNITÀ TERNANO – NARNESE” – LIBERATI E CARBONARI (M5S) INTERROGANO, BARBERINI RISPONDE “PREVISTA MAGGIORE INTEGRAZIONE TRA AZIENDA OSPEDALIERA E ASL”

QUESTION TIME: “STRUTTURE E SERVIZI SANITARI PER LA COMUNITÀ TERNANO – NARNESE” – LIBERATI E CARBONARI (M5S) INTERROGANO, BARBERINI RISPONDE “PREVISTA MAGGIORE INTEGRAZIONE TRA AZIENDA OSPEDALIERA E ASL”

16 Gennaio 2018 0 Di Orvieto Notizie
Perugia, 9 gennaio 2018 – Durante la seduta dell’Assemblea legislativa, nell’ambito della discussione delle interrogazioni a risposta immediata, i consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) hanno illustrato l’atto ispettivo relativo alle carenze strutturali dell’ospedale di Terni, alla pianificazione della costruzione di un nuovo polo ospedaliero a servizio della comunità ternano – narnese, alle problematiche relative al servizio di pronto soccorso per la mancata integrazione tra Azienda ospedaliera e Asl 2.
Andrea Liberati ha rimarcato che sono stati “ristrutturati o fatti ex novo, gli ospedali di Perugia, Branca, Foligno, Pantalla, lasciando i più vecchi, nell’Umbria sud, in condizioni pietose”. Va spiegato entro quale data la Regione vorrà pianificare la costruzione di un nuovo Polo ospedaliero a servizio della comunità Ternano-Narnese, considerando pure la necessità di compensare il disastro ambientale fin qui evidenziatosi, ricordando il surplus di ricchezza cagionato all’Umbria e all’Italia grazie a chi ha lavorato nel polo industriale locale, evitando di caricare di oneri assurdi la sanità in ragione di assai esose manutenzioni permanenti su Colle Obito, informando su come frattanto intenda affrontare la crisi del servizio di Pronto Soccorso, magari procedendo alla massima integrazione tra Azienda Ospedale e ASL 2, realizzando un punto di Primo Soccorso in Via Bramante per filtrare al meglio l’eventuale accesso, attivando su un orario più esteso anche i medici ASL 2 (non solo su tale servizio), visto che l’Ospedale di Terni comunque soffoca e ha certo bisogno tanto di una svolta strutturale quanto di organici in supporto, in direzione della massima integrazione. In passato, aziendalizzazione o meno, i medici della cosiddetta USL lavoravano ovunque, su più poli, dall’ospedale ad Amelia: l’invisibile barriera frapposta in seguito tra aziende ospedaliere/sanitarie è, invece, un ostacolo alle esigenze di salute delle persone, con costi aggiuntivi, inefficienze in aumento e sprechi certi”.
L’assessore Luca Barberini ha risposto che “è prevista particolare attenzione, nei prossimi anni, negli aspetti sanitari e socio sanitari nell’Umbria sud. Si parte dalla considerazione che il presidio ospedaliero in questione ha necessità di interventi importanti per rispondere alle esigenze della comunità. Il pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera di Terni è il terzo in Umbria rispetto agli accessi (dopo Perugia e Foligno). Mediamente ha accessi giornalieri di 120 pazienti, il cui 30 per cento viene ricoverato. Emerge anche in questo caso un eccesso inappropriato di codici bianchi e verdi che rappresentano oltre la metà degli accessi. Vorremmo risolvere questa situazione attraverso le aggregazioni funzionali territoriali. Le risorse finanziare dedicate a questo territorio, nei prossimi anni, sono particolarmente significative. I maggiori interventi ed investimenti nel campo della programmazione sanitaria verranno realizzati in quest’area. Per il presidio ospedaliero di Narni-Amelia è stato rivisto il progetto. Abbandonata l’idea del project financing è stato realizzato con risorse pubbliche per oltre 58 milioni di euro dei quali, 18 sono fondi ex articolo 20 della legge ’67’ già assegnati ed altri 39 milioni a cui viene fatto fronte con risorse proprie aziendali. Il presidio ospedaliero di Narni-Amelia è stato anche ripensato nella riorganizzazione (inizialmente orientato ad attività di riabilitazione) ed il nuovo progetto (bando pubblicato a fine 2017) prevede 140 posti di cui 60 per acuti, 60 per la riabilitazione intensiva, 20 posti di rsa, 4 posti di osservazione breve, 16 posti tecnici e 14 dialisi. In questo modo vengono date risposte alle esigenze sanitarie del territorio attraverso un accordo collaborativo con l’azienda ospedaliera di Terni. In sostanza, il presidio ospedaliero di Narni-Amelia sarà vocato all’attività di ‘medio/bassa’ complessità, lasciando spazi e risorse all’azienda ospedaliera per l’alta complessità. In merito all’azienda ospedaliera di Terni concordo sul fatto che ha bisogno dei maggiori interventi. Sono già stati investiti oltre 22 milioni di euro per adeguamento antincendio, per risanamento conservativo, per la messa in sicurezza delle facciate, per interventi sull’area Dea, sul blocco operatorio, ed anche sull’area delle sede universitaria. In questo contesto è particolarmente utile l’intervento per la ‘Città della salute’, inizialmente programmato in oltre 24 milioni di euro dove si concentreranno molte delle attività territoriali e dove verranno trovate forme per aumentare la sinergia fra le due aziende. Siamo convinti che il ‘pubblico’ può farcela a sostenere da solo l’intervento ripensando in parte il progetto. Stiamo riflettendo dunque se abbandonare il project financing concentrando tutte le risorse su strutture di tipo sanitario. Il nostro obiettivo è puntare sull’integrazione tra Azienda ospedaliera e Asl ed in particolar modo realizzando una struttura che sia prettamente sanitaria e socio sanitaria”.
Nella replica, Liberati ha definito “chiara l’intenzione della Regione di investire sulla stessa struttura, buttando nuovamente i soldi, non avendo rispetto politico verso quella comunità che necessiterebbe di una struttura adeguata. Servono cronoprogrammi chiari rispetto agli interventi promessi. Bene invece la prevista maggiore integrazione tra azienda ospedaliera e Asl 2”.
fonte: acs umbria
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