RADIO, INDAGINI D’ASCOLTO. SISTEMA RILEVAZIONE DA RIVEDERE SUBITO, NELL’INTERESSE DI TUTTO IL SETTORE.

RADIO, INDAGINI D’ASCOLTO. SISTEMA RILEVAZIONE DA RIVEDERE SUBITO, NELL’INTERESSE DI TUTTO IL SETTORE.

3 Settembre 2017 0 Di Orvieto Notizie

Come riportato in altri articoli, prima l’ingiustificato ritardo nella fornitura agli editori radiofonici dei dati riservati relativi alla rilevazione degli ascolti del 1° trimestre 2017 e poi lo spoiler sull’apparente esito negativo per Radiomediaset della prima sessione dell’indagine TER costituiscono – in un momento storico già bollente a seguito dell’alterazione degli equilibri determinato dall’ingresso nel settore del Biscione – uno dei principali motivi di discussione tra gli operatori negli ultimi tre mesi.
In realtà a sollevare molte perplessità è l’architettura stessa dell’indagine, basata sull’arcaico metodo di intervista telefonica CATI (prevalentemente effettuata su numerazioni fisse attraverso una lunga conversazione con l’intervistato) con scarse potenzialità di profilazione rispetto ai metodi telematici evoluti impiegati dai media online.
Di tali aspetti ne parliamo con Claudio Astorri, consulente radiofonico esperto di dinamiche del medium che ha tracciato quattro criticità, in particolare a riguardo delle radio locali (il cui silenzio su una vicenda tanto delicata appare francamente inspiegabile).
Le Radio Locali non dovrebbero ricevere alcun dato trimestrale per motivi statistici e di progressiva inaffidabilità con il decrescere dei casi – ci spiega Astorri – Per le Radio Nazionali esiste un senso statistico nel dato trimestrale, da utilizzare sia per finalità editoriali che commerciali. Per le Radio Locali no, non ci siamo, nulla di utilizzabile o di realmente gestibile; è sufficiente osservare le risultanze dei file trimestrali a disposizione di emittenti anche oltre i 200.000 ascoltatori nel giorno medio per rendersene conto. L’idea dunque da abbattere al più presto è che RTL 102.5 (prima delle Nazionali con 6.957.460 ascoltatori nel giorno medio) e TeleRadio Più (ultima delle Locali con 670 ascoltatori nel giorno medio) debbano avere la stessa frequenza di emissione dei dati, ogni trimestre. Come chiamiamo questa abominevole pseudo parità? Follia o Perversione? Tutte e due. La chiamiamo Follia perché le Radio Locali si trovano spesso di fronte alle estrazioni del Lotto trimestrali più che a un dato stabile e il fatto che quei numeri siano ad oggi “riservati” ne cambia solo la forma ma non il grave pericolo sostanziale. La chiamiamo tuttavia anche Perversione perché nell’apparente collegamento alla omogeneità con le Nazionali e con le Pubbliche, e in nome di una supposta dignità di comparto, si consumano invece decisioni delle singole emittenti molto spesso prese con quei dati totalmente inaffidabili; un sostegno all’instabilità, l’esatto contrario di quanto la Radiofonia Locale avrebbe bisogno. E non ci sono nemmeno le avvertenze sull’uso. Rimpiango l’asterisco della dott.ssa Maggioni dei tempi di AudiRadio…”.
La seconda criticità, secondo il noto consulente, è costituita dal fatto che le Radio Locali dovrebbero prima pensare al campionamento e ai loro obiettivi e solo dopo considerare la frequenza di emissione dei dati: “La Radio è un mezzo a target, lo ribadiamo a ogni occasione, e ci sono 2 variabili che contano tantissimo, trattasi di veri e propri discriminatori. Il territorio e la socio-demografia. Sicuri che la ripartizione sotto-regionale debba essere per province, per come le conosciamo nei loro precisi e rigorosi confini amministrativi? La definizione delle aree di mercato, come la scelta dei comuni in base alla orografia, appaiono la priorità massima. Alcune aree di mercato, le più popolose, possono avere dati affidabili nel semestre? Benissimo. Altre aree di mercato per avere un dato affidabile necessitano dell’intero anno? Benissimo. Ci saranno Radio Locali con coperture in parte su rilevazioni semestrali e in parte annuali? Ottimo, viva le medie mobili. E poi è sostanziale anche la parte socio-demografica, per età e per sesso, ad esempio. Fondamentale. Se le celle socio-demografiche principali a livello di area di mercato non sono ben riempite, non si hanno dati validi. Perché accettare una frequenza di emissione di dati per le Radio Locali che sia semestrale o annuale in dipendenza delle aree di mercato? Le Radio Locali hanno un sistema di raccolta della pubblicità che è differenziato e che vede in quella nazionale una parte minoritaria, se non largamente minoritaria. L’essenza è piuttosto avere una frequenza ufficiale di rilascio per le singole aree Locali, da disciplinare su base semestrale o annuale in base alle dimensioni e da comunicare ai clienti nei mercati in questione”.
Sulla controversa pretesa della riservatezza dei dati, che tante polemiche ha sollevato, Astorri è netto: “Sono una sciocchezza, anche se trasmesse a seguito di un patto di riservatezza sottoscritto e via PEC. Il segreto di Pulcinella. O le rilevazioni sono pubbliche o sono pubbliche, basta con questa idiozia dei dati “riservati”. C’è bisogno ancora di discuterne?”.
Il quarto elemento critico è infine quello principe: il sistema CATI è superato?
“Non è accettabile che TER non abbia alcuna sperimentazione in atto sul Meter – spiega Astorri –  viste anche le numerose versioni. Anche nell’interesse della Radiofonia Locale occorre rimetterlo all’attenzione. No alibi di investimento e di campionamento. Basta. Ne abbiamo già discusso. E con persona autorevolissima”.
Torneremo presto sull’argomento, sia in relazione alla vicenda Radiomediaset che agli annunciati interventi che Agcom disporrà sulla questione.

fonte: www.newslinet.it

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