REVISIONE STRAORDINARIA DELLE PARTECIPAZIONI NELLE SOCIETA’.
7 Ottobre 2017ORVIETO – 3 ottobre 2017 – Il Consiglio Comunale ha approvato (7 favorevoli: maggioranza; 3 astenuti: Olimpieri, Luciani, Sacripanti) la presa d’atto del Piano di Revisione Straordinaria delle società partecipate alla data del 23 Settembre 2016 confermando il mantenimento della partecipazione nella Società S.I.I. SERVIZIO IDRICO INTEGRATO Scarl e nella Società UMBRIA DIGITALE Scarl, in quanto preposte allo svolgimento di attività finalizzate alla produzione di servizi di interesse generale e quindi necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali dell’Ente, confermando altresì la liquidazione della partecipazione nella Società ATC Terni / Azienda Trasporti Consorziali SPA e nella Società ATC Servizi entrambe in liquidazione, per le quali le rispettive Assemblee dei Soci in data 8 giugno 2016 e 28 settembre 2015 hanno già deliberato le procedure di liquidazione volontaria.
Inoltre, in base al Piano di Revisione Straordinaria, è stato revocato l’atto consiliare del dicembre 2010 relativo alla dismissione della partecipazione del Comune nella Società Patto 2000 Scarl per l’attuazione del Patto V.A.T.O. che viene mantenuta in quanto la fattispecie rientra tra le “finalità perseguibili mediante l’acquisizione e la gestione di partecipazioni pubbliche”.
Illustrando l’atto l’Assessore agli Enti e Partecipazioni, Massimo Gnagnarini ha spiegato che “la ‘revisione straordinaria delle partecipazioni societarie’ è imposta dal Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica. Per i Comuni il provvedimento costituisce un aggiornamento del precedente Piano operativo di razionalizzazione del 2015. Secondo il TUSP, entro il 30 settembre 2017, ogni amministrazione pubblica deve effettuare ‘con provvedimento motivato’, la ricognizione di tutte le partecipazioni alla data del 23 Settembre 2016, data di entrata in vigore del D.Lgs. 175/2016, individuando quelle che devono essere cedute.
In alternativa alla vendita, le amministrazioni potranno varare un ‘piano di riassetto’ delle partecipazioni societarie per provvedere a razionalizzare, fondere o liquidare le stesse partecipazioni. Il provvedimento di ricognizione, una volta approvato, dovrà essere trasmesso: alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti; entro il mese di ottobre, alla struttura di ‘monitoraggio, indirizzo e coordinamento sulle società’, istituita presso il Ministero dell’economia e delle finanze, Direzione VIII del Dipartimento del Tesoro; infine, l’alienazione delle partecipazioni deve avvenire ‘entro un anno dalla conclusione della ricognizione’.
Successivamente alla presa d’atto della relazione conclusiva all’attuazione del Piano di Razionalizzazione delle società partecipate anno 2015 approvata il 4 aprile 2016 dal Consiglio, il T.U.S.P., D.Lgs. 175 del 19 Agosto 2016, ha riunificato ed adeguato la disciplina complessiva delle società a partecipazione pubblica e fa salve dalle disposizioni di razionalizzazione le partecipazioni pubbliche nelle società costituite per il coordinamento e l’attuazione dei patti territoriali e dei contratti d’area per lo sviluppo locale fino al completamento dei relativi progetti.
In tale contesto, la società partecipata Patto 2000 (di cui il Comune detiene la quota di partecipazione pari al 2,12% tuttora nelle disponibilità dell’Ente non essendosi perfezionata la procedura di liquidazione) ha continuato ad esercitare le attività dirette alla realizzazione del Patto Territoriale per lo sviluppo dell’area Valdichiana-Amiata–Trasimeno-Orvietano espandendo il proprio intervento ad ulteriori progetti di interesse locale, tuttora in corso. In ragione di ciò, si ritiene rispondente all’interesse dell’Ente il mantenimento della partecipazione del Comune di Orvieto nella società Patto 2000 al fine di assicurare l’attuazione del Patto V.A.T.O.”.
Dibattito:
Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “presto, spero che il Consiglio possa discutere di Consorzi, Società Cooperative, aziende speciali, società di capitale, ecc. e se questi abbiano prodotto benefici concreti e reali alla nostra comunità. Credo che se ciò dovesse essere avvenuto è di natura solo marginale, ovvero: benefici zero a fronte di moltissimi costi, e con soldi pubblici spesi per riciclare personaggi politici e para-politici senza produrre benefici per la collettività. Si è mai detto, ad esempio, di quali benefici ha prodotto ATC se non clientele, sacche di potere e buchi di bilancio? Problematicità che sono tutte rientrate in Umbria Mobilità, che è la summa di varie società in cui i articolava il sistema regionale dei trasporti precedenti, i cui costi sono a carico dei cittadini umbri.
Che dire del Consorzio Crescendo e del Patto 2000 che non hanno prodotto situazioni tangibili se non un sistema politico-finanziario frutto di strategie politiche sbagliate. Per questo come Comune dovremo ragionare seriamente del futuro delle nostre partecipate ed prima uscire da queste situazioni, quanto prima possibile”.
Andrea Sacripanti (Gruppo Misto): “concordo con Olimpieri. L’impressione che ricaviamo dal passato e ancora oggi per alcune esperienze, è che siano enti strumentali alla politica per ricollocare personaggi che dalla politica sono usciti. Abbiamo 5 partecipate, di cui 2 in stato di liquidazione però la discussione merita di essere affrontata nel dettaglio perché i cittadini devono sapere quanto ci costano queste partecipate, quanti sono i dipendenti e i costi politici, a fronte dei quali spesso siamo di fronte a grandi disservizi (ricordiamo il caso di Osarella). Abbiamo un costo di portata consistente che ricade sulle nostre comunità ma dall’altro non abbiamo servizi che giustificano questi esborsi (il consiglio della SII è espressione della politica). Certo la gestione integrata non è di facile lettura, ma se l’organo dei Revisori dei Conti ci muove un richiamo a: ‘monitorare l’andamento dei costi connessi ai servizi espletati, per valutare la convenienza economica del servizio, la sostenibilità finanziaria in considerazione della possibilità di gestione diretta od esternalizzata del servizio stesso’, allora non è un ragionamento pellegrino fermarsi e ragionare. Vogliamo parlare dei disastri di Umbria Digitale ad esempio per la gestione dei CUP? Probabilmente i Revisori hanno visto giusto. Astensione”.
Presidente Angelo Pettinacci (PD): “quella odierna è un’occasione per parlare in senso ampio delle partecipate e, rispetto agli anni passati, è già in atto una riflessione. Concordo sul fatto che la politica debba interrogarsi ed intervenire e che le amministrazioni devono cercare di portare nuove idee per gestire la cosa pubblica e portare dei risultati. Nessuno di noi vive di incarichi politici quindi non è quello l’approccio che ci aspettiamo per il futuro. Dare il buon esempio oggi rispetto ai costi della politica deve portare a soluzioni virtuose”.
Lucia Vergaglia (M5S): “ogni amministrazione di confronta con le partecipate. Difatti la raccomandazione del Collegio dei Revisori oltre che puntuale è molto evocativa. Sui disservizi la responsabilità non può essere attribuita ai soggetti ma a chi ha affidato loro certi servizi. Quindi non è solo un problema di costi ma di responsabilità sul controllo dell’andamento della gestione dei servizi stessi. Un parere quello dei Revisori che non lascia carta bianca all’Amministrazione. Ecco il senso del raggiungimento degli obiettivi. Io assumo il monito che ci giunge dai Revisori dei Conti”.
fonte: ufficio stampa comune di orvieto



