RICORDO DELL’ON. SERGIO ERCINI SCOMPARSO DIECI ANNI FA.

RICORDO DELL’ON. SERGIO ERCINI SCOMPARSO DIECI ANNI FA.

2 Agosto 2017 0 Di Orvieto Notizie
ORVIETO – A dieci anni dalla scomparsa, il Consiglio Comunale di Orvieto ha ricordato, alla presenza delle figlie, la figura dell’On. Sergio Ercini, politico e scrittore.
Lo spessore culturale ed il ruolo politico da lui svolto in ambito nazionale, locale ed europeo, il suo impegno per l’approvazione della “Legge Speciale” per Orvieto/Todi e per il riconoscimento di Orvieto a patrimonio Unesco, ma anche il profondo attaccamento e l’amore per Orvieto sono stati riportati alla memoria dalla Cons.ra Maria Flavia Timperi (PD) che ha letto il seguente scritto di Sergio Ercini dedicato proprio ad “Orvieto, patrimonio dell’Umanità”.
Orvieto, patrimonio dell’Umanità: noi sappiamo che questa qualificazione è nostra, lo è sempre stata. Ora chiediamo che questa nostra straordinaria, incomparabile bellezza venga riconosciuta come uno dei vertici, nel mondo, di valori umanistici, estetici, artistici e ambientali, frutto di una nostra “visionaria realtà” in cui il “sublime” appare agli uomini un miracolo che intreccia natura e storia. 
Orvieto e il territorio circostante è certo espressione della forza e della potenza creativa, che qui si è esplicata nell’espressività della natura creata e creatrice e da noi diviene propria dell’uomo che ha saputo cogliere i grandi valori dello spirito nell’arte, dovunque essa trovi espressione, nelle case degli uomini semplici, nei maestosi palazzi, nelle chiese e nella cattedrale, nel tessuto urbanistico aggregato della città e della campagna. In Orvieto tutto ciò esiste. E’ di fronte agli occhi del mondo, meraviglia delle meraviglie. Questo è Orvieto, e lo è, soprattutto, perché natura e arte, storia e vita, città e campagna, qui si intrecciano in una rara e singolare coerenza espressiva, unitaria sì ma dinamica e dialettica come sempre deve essere l’animo dell’uomo vero, dell’uomo ‘orvietano’. 
Nessuna città come Orvieto appare a chi la osserva un “habitat” in cui un masso meraviglioso di tufo proponga ed esalti la città sovrastante radicata nel massiccio che la sostiene. Per tanti sotterranei meandri, cunicoli, cantine e pozzi, la vita dell’uomo orvietano convive utilmente e appropriatamente col sottoterra; esso è quindi non separato e oscuro, ma coniugato e intrecciato con uno spazio vitale superiore ed esterno. 
Questa unità è l’”unicum” per cui Orvieto appare ineguagliabile. L’ONU, e per esso l’UNESCO, vigila, interviene con studi, ricerche, indagini, ma anche con risorse economiche affinché tutto ciò non sia messo in pericolo. 
Noi orvietani, noi che abitiamo questa “Gerusalemme in terra”, questo segno che unisce natura e storia, finito e infinito, noi dobbiamo esserne i primi custodi, vigili della sua intima sacralità, custodi di un tempio in cui storia e tempo si incontrano e si disvelano. Orvieto è patrimonio dell’Umanità. 
Nave ancorata alla terra e che procede con i ritmi misteriosi del tempo; movimento non inerte. La circolarità e quindi l’unità tra vita e morte è il segno di Orvieto. Non solo perché il suo Pozzo di San Patrizio, attraverso la sua doppia spirale, porta a chi la abita la vita, ma Orvieto è essa tutta segno vitale. Non custodisce nel suo uomo sublime il miracolo della vita di Cristo che è presente nel Miracolo del Corporale e sempre nell’Ostia consacrata per chi crede? Il Giudizio Universale che Luca Signorelli ci affidò, non ci offre, nei tormenti della vita e nella resurrezione dei corpi, il trionfo dell’uomo nella vita eterna e la rinascita nel suo corpo vero e proprio? 
Una città come questa accresce ed esalta la presenza, già deliberata, di altre città, ambienti naturali, di architettura, di scrittura, di pittura, di gruppi di costruzioni isolati o riuniti, di siti come opere dell’uomo e della natura. Possiamo essere fratelli nell’arte di opere come la Piazza del Duomo di Pisa, la Villa del Casale di Piazza Armerina, la Cattedrale, la Torre civica e la Piazza Grande di Modena, dei Sassi di Matera, del Centro Storico di Firenze, del Castello di Federico a Castel del Monte, delle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, del Centro Storico di Roma, di San Gimignano, di Siena, di Venezia e la sua Laguna, espressioni tutte queste iscritte nel segno unificante e vario dell’arte e della storia di questa nostra Italia, così come di tante altre meraviglie sparse in tutto il mondo. 
Un’attenta lettura del testo stesso della Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale, servirà a conoscere bene lo spirito che la sottende e la concreta azione che implica, propone ed attua. 
Ora a noi tutti compete di portare a conclusione questo cammino che, all’aprirsi del terzo millennio, è anche un modo giusto per una grande valorizzazione dell’intero nostro ambiente; privilegio di ciascuno e orgoglio di tutti i veri orvietani. Ma anche esso è un dono nostro ad un mondo che vive grandi drammi dell’intolleranza etnico-religiosa, della miseria e della povertà, del rifiuto del diverso, di una cultura che si vuole sempre più massificata e plastificata. Orvieto non è clonabile! 
Ma ad Orvieto si può ritrovare l’uomo: questo è oggi il bisogno più urgente cui noi offriamo il senso positivo della nostra storia e della nostra arte. Offriamo l’”orvietanità” come percorso arduo ma possibile in cui l’animo si ritrovi e non si disperda, ma incontri il desiderio di vivere nella sua pienezza e nella sua gioia. 
Del resto cosa serve per essere felici?: “Comprare per poche lire i più bei frutti del mondo al mercato di Orvieto”.
Anche altri consiglieri comunali hanno voluto partecipare con un loro personale ricordo di Sergio Ercini.
“Ringrazio Flavia Timperi che ci ha letto questa nota bellissima – ha detto Stefano Olimpieri, Capogruppo ‘Identità e Territorio’ – il ricordo che colgo di Sergio con il quale ho condiviso l’appartenenza a questa Assise Civica per un certo periodo di tempo, è la sua profonda orvietanità e la ricchezza del patrimonio identitario in cui egli si riconosceva. E’ il messaggio che tutti quanti dobbiamo cercare di riscoprire. Oggi ci manca di ritrovare noi stessi. L’orvietanità si esplicita rispetto a quello che sei e che fai. E allora pensando a Sergio Ercini penso all’Istituto Statale d’Arte della nostra città per la cui istituzione si impegnò moltissimo, penso alla legge speciale per Orvieto intorno alla quale si costruì una meravigliosa trasversalità delle varie sensibilità politiche. Lo ricordo per la sua intelligenza acuta, per la sua la sagacia e la simpatia. E credo che proprio nell’ultima frase… ‘Comprare per poche lire i più bei frutti del mondo al mercato di Orvieto’ stia racchiusa simbolicamente l’essenza del suo insegnamento”. 
“Sergio Ercini – ha dichiarato Andrea Sacripanti, Capogruppo ‘Gruppo Misto’ – è stato un uomo di immensa cultura e profonda sensibilità. Per le nuove classi dirigenti del presente e del futuro, mi piacerebbe che, al di là di oggi, il suo ricordo suonasse come monito di quei politici che hanno fatto tanto per Orvieto, penso anche al Senatore Romolo Tiberi. Loro hanno svolto la loro missione di servizio in modo degno e decoroso, forse noi non lo facciamo con altrettanta misura. Questi ricordi dunque devono servire a stimolare sempre più e a fare sempre meglio”. “Ringrazio i consiglieri che sono intervenuti a partire da Flavia Timperi e ringrazio le figlie di Sergio Ercini che oggi sono presenti e che sono ancora molto radicate con Orvieto – ha detto il Sindaco, Giuseppe Germani – io vorrei ricordarlo per la statura europea che egli ha avuto.  Ha fatto un grande percorso e questa orvietanità l’ha portata ad alti livelli. E’ stato già ricordato che in quel momento si è vissuto un periodo storico nel quale, per il bene della città, vennero superati gli schieramenti. Oggi, a partire da me forse, non siamo in grado di toglierci l’appartenenza politica e partitica. Quello fu un momento bello della politica orvietana dove si pensò davvero al bene della città”. “Al di fuori delle parole quello che colpisce è il silenzio con il quale sono state ascoltate le sue parole, oggi in quest’aula” ha detto il Presidente del Consiglio Comunale, Angelo Pettinacci che ha aggiunto: “ringrazio i familiari di Sergio Ercini della loro presenza e ringrazio tutti i Consiglieri che hanno voluto dare una loro testimonianza e concludo esprimendo il proposito di impegnarci per individuare un modo adeguato per ricordarlo”.
fonte: ufficio stampa comune di orvieto
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