IL SEGRETARIO DIMEZZATO COMINCIA MALE. PRIMO GIORNO DI LAVORO E DUE ARRESTI IN CASA.
3 Maggio 2017Matteo Renzi esce a pezzi dal congresso. Numeri alla mano, metà elettori persi dal 2013, restano solo i fedelissimi ultra sessantenni con i loro voti a tempo indeterminato. Questo il dato che in estrema sintesi si legge sui quotidiani di oggi. Sulle primarie arrivano poi le ombre dei brogli, fatti con votazioni multiple o tramite voti inconsapevole di alcuni migranti. Forse non avranno spostato l’asse numerico del voto, ma certamente hanno spostato quello democratico, perché denotano una certa leggerezza nella gestione dei processi. Singolare invece il caso di Cariati, piccolo comune cosentino, dove anche la sola collocazione fisica del seggio elettorale funge da scontro interno, e quindi, il PD nazionale ha annullato l’intera votazione. Su questo spaccato di vita democratica arriva quindi il primo giorno di lavoro per il neo segretario Renzi. È quello che lo attende sono due arresti importanti, il Sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, e il suo assessore Stefano Bucari, messi ai domiciliari, nel corso dell’Operazione Spada, con la quale la Procura di Terni indaga sui legami tra mondo cooperativo e politica. Questi due arresti hanno in parte oscurato la magra figura riportata da Renzi alle primarie, che anche il leader maximo D’Alema non ha mancato di sottolineare. Vediamo quali armi di discussione di massa, userà Renzi, per distogliere l’opinione pubblica da queste vicende.
Stefano Lucidi



