SENZA TITOLO PER UNO SCONOSCIUTO.

SENZA TITOLO PER UNO SCONOSCIUTO.

12 Luglio 2017 0 Di Orvieto Notizie

Il 12 e 13 luglio il Gruppo Nanou porta in scena al Cantiere Oberdan di Spoleto Senza titolo per uno sconosciuto, un lavoro sul corpo che innesca uno spaesamento (molecolare) dello spazio.  Lo studio si concentra sulla sospensione del corpo in quanto riduzione del volume di azione: nel movimento concepito dal gruppo ravvenate le linee diventano oscillazioni vibratorie, il tempo si fa circolare e non esiste una necessità di inizio e di fine, trasformando il punto in una spirale…
“Senza uno stato di perdita del corpo, senza lo smarrimento dato per assunto – affermano i coreografi Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci – l’innesco non è possibile. Il corpo si occupa dello spazio mantenendolo perennemente in moto, un moto deterritorializzato.”
La relazione tra i corpi, in questo lavoro dal titolo stesso indefinito, è concepita per “onde gravitazionali”: un rapporto continuo tra presa e rilascio dello spazio, o meglio una continua “azione transitiva/centrifuga” che raccoglie l’esistente e lo rimette in circolo fuori da sé.
Lo spettacolo, che fa parte della rassegna LA MAMA SPOLETO OPEN inserita nel sessantesimo festival di Spoleto, andrà in scena in doppia rappresentazione quotidiana (ore 18 e ore 22).
GRUPPO NANOU nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come luogo di incontro dei diversi linguaggi e sensibilità che caratterizzano la ricerca artistica di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura. In questo contesto corpo, il suono e l’immagine trovano un linguaggio comune nella coreografia, dando vita ad un’opera organica.
gruppo nanou concentra la propria ricerca sul corpo, inteso come: corpo sonoro, corpo/oggetto, corpo/luce, elementi che si situano sullo stesso piano del corpo del performer, il quale diviene segno tra i segni. Di conseguenza la coreografia è assunta come linguaggio comune alle diverse specializzazioni artistiche che dialogano sulla scena. Vi è una coreografia dell’immagine, il cui movimento è dato da un peculiare utilizzo della luce, ed una coreografia del suono, che non solo accompagna, ma suggerisce e talvolta svela la direzione stessa del corpo e del movimento.
L’immagine ricerca un altrove, in grado di sottrarre gli oggetti del reale all’oggettività di cui godono, lasciare fuori scena l’azione che funge da movente per osservare ciò che resta (l’indizio) o ciò che si dona come dato di fatto, carico di mistero, con lo scopo di riconoscere nei luoghi della quotidianità e dell’intimità quella piega da cui deflagra il dato conturbante.
http://www.grupponanou.it

fonte: Ufficio stampa Elisabetta Castiglioni

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