SULLA TE.MA. IL VERO VOLTO DI GERMANI E DEL PD.

SULLA TE.MA. IL VERO VOLTO DI GERMANI E DEL PD.

5 Giugno 2017 0 Di Orvieto Notizie

Per sostenere e dimostrare che i fallimenti politici e gestionali di questo triennio sono fatti incontestabili, basta prendere ad esempio gli eventi che stanno impallinando l’Associazione Teatro Mancinelli. Appena insediatosi alla carica di Sindaco, Germani ha provveduto a rinnovare i vertici dell’Associazione con persone di sua fiducia. In quasi tre anni le vicissitudini che hanno interessato la Te.Ma. possono considerarsi la vera cartina di tornasole dell’incapacità politica di questa Amministrazione Comunale, tanto da aver prodotto un flop politico senza precedenti: infatti, se a livello operativo le competenze della gestione spetta ai membri del Consiglio di Amministrazione, sotto il profilo politico e di prospettiva le competenze sono in capo – ovviamente – all’Amministrazione Comunale nelle figure del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura. Come al solito grandi promesse di cambiamento e di sviluppo, ma poi i fatti concreti si sono rivelati completamente opposti: in meno di dieci mesi il primo Consiglio di Amministrazione si è dimesso per ben due volte; sono finiti sulla stampa gli attacchi incrociati tra i vertici di Umbria Jazz e quelli della Te.Ma., senza che il Sindaco (ribattezzato “sor Tentenna”) riuscisse minimamente a trovare delle mediazioni, disattendendo in pieno il duplice ruolo che il Comune riveste in qualità di socio della Fondazione UJ e di socio della Te.Ma; non è stata fatta ancora chiarezza su alcune partite contabili ancora “appese” tra la Te.Ma. ed il Comune per la gestione dell’ultima edizione di Umbria Jazz (debiti fuori bilancio?); sulla questione del debito della Te.Ma (Germani se lo ricorda bene come e quando si maturò) l’Amministrazione Comunale ha cincischiato per mesi, tanto che l’Assessore al Bilancio per indebolire l’Associazione aveva anche minacciato di far saltare il banco e di portare i libri contabili alla Corte dei Conti; dopo le dimissioni del primo CdA, Germani ne ha nominato un altro a cui sta impedendo di operare, visto che la Giunta ha disposto di procedere al bando per la gestione del Teatro, tanto che per mettere sul mercato il Mancinelli ha prorogato la Convenzione tra Te.Ma e Comune al prossimo 31 agosto 2017. Ma sicuramente il dato più inquietante è quello politico, nonché quello dell’approssimazione con la quale è stata gestita tutta la vicenda: già dal suo insediamento – giugno 2014 – Germani sapeva benissimo che la Convenzione tra il Comune di Orvieto e l’Associazione Teatro Mancinelli avrebbe avuto come scadenza naturale il 31 dicembre 2016: dinnanzi a questa scadenza Germani, la Giunta ed il PD non si sono minimamente preoccupati di costruire progetti politici e culturali finalizzati a predisporre una prospettiva in continuità con il lavoro di questi decenni. In assenza di un qualsivoglia progetto da parte del Sindaco, il Consiglio Comunale ha cercato di impedire che si percorresse la strada del bando e della conseguente privatizzazione del Teatro: tra le varie sollecitazioni votate all’unanimità dal Consiglio anche quella – tra l’altro avanzata dal gruppo del PD – di prorogare la Convenzione al 30 giugno 2018 al fine di avere un tempo congruo per trovare soluzioni alternative al bando. Richiesta disattesa, tanto che pochi giorni fa la Giunta ha dato disco verde alla procedura del bando, buttando nel macero le richieste avanzate all’unanimità dal Consiglio Comunale (anche con il voto favorevole del Sindaco!). Siamo dinnanzi ad una situazione paradossale e che dimostra tutta la inaffidabilità politica di Germani e dei suoi Assessori. Ma siamo anche dinnanzi ad un tutti contro tutti all’interno dell’intera area politica di maggioranza. La vicenda della Te.Ma. ha portato definitivamente alla luce l’inquietante lotta di potere tra il Sindaco, la Giunta (a guida PD), la maggioranza consiliare (a maggioranza PD) e la Segreteria del PD locale, con i comprimari che si allocano a seconda della loro piccola convenienza. Ovviamente tutto sarebbe di secondaria importanza e rimarrebbe racchiuso dentro la sede di via Pianzola o in qualche stanza del Palazzo, se  in questa farsa non ci fossero di mezzo i dipendenti della Te.Ma., la storia del Teatro Mancinelli, il buon nome di centinaia e centinaia di soci dell’Associazione, il futuro delle politiche culturali pubbliche e, soprattutto, la dignità di una città.
Stefano Olimpieri – Capo gruppo IDENTITA’  e TERRITORIO

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