“UN NIDO PER VOLARE” SEMPRE PIU’ INNOVATIVO E TECNOLOGICO.

“UN NIDO PER VOLARE” SEMPRE PIU’ INNOVATIVO E TECNOLOGICO.

1 Ottobre 2017 0 Di Orvieto Notizie

“Un nido per volare” asilo nido e spazio gioco, si è trasferito da Casalalta a Collepepe e presenta tutte le sue novità. Tanti progetti e innovazioni tecnologiche per la fascia 0-6 anni.
Educazione e innovazione: queste sono le due parole che rispecchiano a pieno la filosofia di “Un nido per volare”. Dopo dieci anni di attività, di cui sette con la gestione del nido comunale di Collazzone a Casalalta, “Un nido per volare” si è trasferito a Collepepe. Le responsabili dott.ssa Catia Angelucci e dott.ssa Rita Fenci, insieme alle loro educatrici, sono ripartite con più slancio, con idee innovative e di grande qualità per i bambini e per le famiglie.
Oltre ai progetti cardine dell’educazione di “Un nido per Volare”, tra cui il progetto d’inglese con insegnante madrelingua, il progetto di lettura secondo le indicazioni NpL, psicomotricità e acquaticità alla piscina Village di Pantalla , si propone il prolungamento dell’orario fino alle 19:30 con attività innovative, guidate da esperti esterni e dedicate sia ai bambini del nido, che ai bambini della Scuola dell’infanzia, in un locale appositamente allestito. Qui sono inoltre presenti una psicologa, una logopedista, delle ostetriche,…tutte quelle figure professionali che possono fornire un valido contributo alle educatrici per migliorare la qualità del servizio offerto e ai genitori per svolgere al meglio il proprio compito.
Insomma, non più solo un nido d’infanzia, ma un vero e proprio centro di servizi di qualità per la prima infanzia, questo l’ambizioso progetto di Rita e Catia.
Un progetto da realizzare anche attraverso il valido supporto della tecnologia: ad “Un nido per volare” si utilizza infatti un cloud software per organizzare e coordinare al meglio le funzioni amministrative e burocratiche, migliorando sensibilmente la comunicazione esterna. I genitori possono consultare dal proprio smartphone la timeline con gli aggiornamenti sul lavoro didattico del proprio bambino ed essere informati direttamente dalle educatrici tramite notifiche push, con la condivisione di foto e video.
«Quando abbiamo iniziato, 10 anni fa, è stata molto dura, perché non c’era una cultura di servizi per la prima infanzia. Quindi è stato fatto un grande lavoro di sensibilizzazione sulla popolazione, con ottimi riscontri» ricordano Catia e Rita. Il nido doveva rispecchiare la loro idea di educazione: instaurare un rapporto individuale con il bambino, utilizzare un approccio diverso con metodi diversi per ognuno di loro. Secondo le educatrici a questa età sono gli adulti a doversi adattare alle esigenze dei bambini, non viceversa. La regola fondamentale è creare una relazione, instaurare un rapporto di fiducia con i bambini e con le famiglie, rispettando i tempi di ognuno, perché ogni apprendimento significativo avviene solo all’interno di una relazione emotivamente ed affettivamente significativa.
Dopo dieci anni di attività, una lunga lista d’attesa per essere ammessi e un’offerta dei servizi sempre più completa, gli sforzi iniziali di Catia e Rita sembrano essere ampiamente ripagati.

fonte: lucia lorenzini

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