UNA BUONA NOTIZIA.
27 Ottobre 2017 0 Di Orvieto NotizieROMA – 24 settembre 2017 – Abbiamo dedicato i mesi estivi in cui il Paese poco per volta si ferma per poi riprendere lentamente, per descrivere il lavoro che abbiamo fatto in tema di diritto d’autore, una delle questioni da ritenere prioritaria perché assilla le radio e le televisioni locali già alle prese con tanti altri problemi .
Abbiamo quindi accertato ciò che in parte già sapevamo ma anche appreso particolari che hanno meglio delineato il quadro intricato della situazione; intanto precisiamo che l’interesse che muove la nostra associazione di categoria è quello di avere una sola controparte cui pattuire l’entità dei compensi come stabilisce la legge 633/41, e che di fronte a richieste esagerate da parte della Siae sia sempre il giudice a decidere su eventuali ricorsi.
Detto questo, manifestiamo il nostro stupore perché di fronte a degli indirizzi che possono portare alla distruzione della Siae, da parte di una miriade di pretendenti diritti d’autore della più diversa natura, gli autori ed editori iscritti alla Siae nelle varie tipologie perduri un mutismo autolesionista magari aspettando che altri prendano iniziative che possono risultare tardive e inefficaci.
Essi dovrebbero prendere coscienza, nel loro interesse, di trovarsi di fronte ad un caso abnorme che difficilmente ha riscontri in altre società, a meno che esse non siano minate dall’interno da elementi infedeli e traditori, magari gli stessi che dovrebbero difenderla e tutelarla.
Alla nostra associazione il problema interessa marginalmente per soddisfare quel senso di giustizia che dovrebbe essere presente in tutti noi ogni qualvolta ci si trova di fronte a dei bari che truccano il gioco mentre percepiscono lauti stipendi da coloro che danneggiano. Quel che possiamo fare è un’opera informativa di grazia ai soci Siae cominciando dagli editori che hanno tutto da perdere da una Siae condotta poco per volta al massacro.
Ristretto il campo e delineati meglio i nostri compiti, ritorniamo ai nostri associati molti dei quali hanno pendenze giudiziarie ancora da definire; essi devono ricordare ai loro avvocati che l’associazione di categoria dei loro assistiti, a suo tempo stipulò una Convenzione che stabiliva le modalità e l’entità dei compensi che in seguito la Siae disdettò cambiandone unilateralmente le regole senza che ne seguisse una qualsiasi trattativa con la nostra associazione.
Constatato questo atteggiamento, inconsueto per una grande società, il CONNA al tempo diffidò la Società degli autori a intavolare negoziati con parti di comodo escludendo la nostra che dovendo tutelare gli interessi delle emittenti più piccole poteva porre dei problemi che altri non hanno.
Purtroppo, alla nostra diffida giudiziaria curata dall’avvocato Gianluca Brionne la Siae rispose ancora una volta con il silenzio contravvenendo principalmente agli articoli 46 e 179 della legge 633/41 e all’art. 16 del relativo suo Regolamento (R.D. 1369) che la impegnano alla contrattazione con le associazioni categoria.
A questo punto la nostra associazione stupita da tanta incuria, sciatteria e prepotenza, da sostenitrice della Siae ritenuta un utile ente di tutela degli autori, fu costretta a lasciare liberi i suoi associati di sottoscrivere o meno contratti di che non siano il prodotto di trattative fra la Siae e tutte le organizzazioni di categoria, nostra compresa.
La buona notizia che annunciavamo nel titolo visto che il gioco si fa duro, consiste nella disponibilità del Conna a fornire tutto il materiale probante in nostro possesso – compreso il testo della diffida giudiziaria dell’avvocato Brionne – agli avvocati che se ne vorranno valere, che da solo basterà a suscitare fieri dubbi da parte di un qualsiasi giudice sulla correttezza della Società degli autori ed editori Siae.
Il discorso vale anche per i pretendenti dei “diritti connessi”: oltre alle ragioni assai discutibili circa la legittimità delle loro richieste, evitando i contatti con le associazioni di categoria, essi hanno contravvenuto alla legge 633/41 e al suo Regolamento, quindi, al momento, nulla possono pretendere.
fonte: www.conna.it



