VAMPIRI E PARASSITI.

VAMPIRI E PARASSITI.

30 Maggio 2017 0 Di Orvieto Notizie

Durante un incontro avvenuto presso la sede di Roma della Siae, abbiamo voluto capire qualcosa di più sui motivi che hanno indotto la Società degli Autori a rinunciare di fatto all’esclusiva a tutto tondo che aveva di percepire i diritti d’autore in senso generale, ma nonostante la buona volontà degli attuali suoi responsabili siamo venuti a capo di ben poco. Certo, durante il governo Berlusconi, le complicità interne alla Siae devono essere state fortissime perché per la prima volta ci capitò di assistere ad una rinuncia senza neppure un abbozzo di una qualsiasi difesa quando tutte le entità imprenditoriali mondiali cercano semmai di allargare le loro competenze, specie quando si tratta di ottenere esclusive e privilegi. E per la Siae questi ultimi già esistevano per legge in forza dell’articolo 180 della legge 633/1941, applicati per svariati decenni, quando qualcuno,  ben fornito economicamente e vicino ai luoghi di comando governativi, fece cadere dall’alto la sua richiesta di gestire in proprio il “diritto connesso” a quello d’autore previsto dalla citata legge risalente agli Anni Quaranta. Senza neppure mettere in discussione l’assurdo principio del “diritto connesso” – un premio dato agli intraprendenti produttori discografici ante Seconda Guerra mondiale, affatto riconosciuto ai fabbricanti di altri beni di consumo (automobili, elettrodomestici ecc..) –  cominciò a questo punto un gioco al massacro ai danni delle emittenti radiofoniche locali mediante citazioni in tribunale, ispezioni della Guardia di finanza e pressioni di altro genere sollecitate in particolare dalla Scf, una società per azioni nata tale ma ben presto trasformata in consorzio per dar meno nell’occhio, che riuscì perfino ad ottenere una sentenza – sia pure “obliqua” – dalla Terza sezione della Cassazione presieduta da quel Claudio Vitalone che subì un processo in merito all’omicidio Pecorelli, i cui giudici – pur assolvendolo – ritennero provati i suoi rapporti con la Banda della Magliana, ponendo le premesse per un suo reintegro presso la Corte suprema! Contemporaneamente cominciarono le “modifiche” alla legge 633/1941 che venne letteralmente pasticciata, trasformata in una delle tante leggi-mostro, al fine di allargare il più possibile il divario esistente fra il Diritto d’Autore e quello connesso in virtù dell’antico premio che da tempo avrebbe dovuto essere soppresso. La nostra associazione giornalmente è assillata da radio che presentano il medesimo problema di versare una parte dei propri ricavi ad una o più entità parassitarie che a nostro giudizio – se hanno assolto gli obblighi con la Siae imposti dalle legge ‘633  – nulla hanno il diritto di pretendere da loro. A questo punto resta aperto una problema che gli stessi utilizzatori (radio, tv e altri) devono decidere come affrontare: stante le richieste di somme relativamente esigue (per ora!) se intendono continuare a pagare (come molti hanno finito per fare ritenendo così di risolvere la situazione), oppure affrontare in giudizio la questione promuovendo una class action?
Il CONNA ha già interessato i suoi avvocati e motivi facilmente dimostrabili di legittimità ce ne sono parecchi; per poter procedere come associazione quindi abbiamo bisogno di uno larghissimo schieramento di utilizzatori decisi a far valere i loro diritti avendo di fronte un solo interlocutore come la legge impone e non una decina quanti sono quelli esistenti che teoricamente, attraverso l’attuale arrendevolezza delle emittenti, possono aumentare in progressione geometrica. ( info@conna.it )

fonte: www.conna.it

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