COMPETENZA ESCLUSIVA DELL’ATTIVITA’ DEL PUGILATO IN ITALIA.
7 Giugno 2017La scrivente Federazione è venuta a conoscenza dello svolgimento di una manifestazione denominata “Campionato Italiano di Free Punch Boxing” svolta nei mesi scorsi e di una successiva “Coppa Italia” che dovrebbe svolgersi il prossimo 4 giugno a Rimini presso la fiera del fitness Rimini Wellness la cui organizzazione è sotto l’egida della Vs. sigla che risulterebbe essere riconosciuta dall’A.S.I. Nel visionare alcune immagini sul portale YouTube ed aventi come oggetto combattimenti con contatto pieno, si rileva la gravità della vostra condotta in quanto avete consentito lo svolgimento di incontri chiaramente di “pugilato” al di fuori dal contesto regolamentare e legislativo proprio della nostra disciplina. Non risulta in effetti nessuna convenzione o autorizzazione da parte della scrivente federazione allo svolgimento di tali manifestazioni ed inoltre appare evidente come le sopracitate “attività” non solo siano assenti dall’elenco delle discipline sportive ammissibili deliberate dal Consiglio Nazionale del CONI (Delibera nr. 1568 del 14/02/2017) ma appaiano piuttosto un fuorviante tentativo di coinvolgere utenti/sportivi in attività pugilistiche al di fuori dell’egida della FPI.
In primo luogo, è necessario ricordare che la F.P.I è l’ente che disciplina e promuove l’attività sportiva del Pugilato in Italia nel rispetto della legge, ed in ossequio ai principi e alle disposizioni del CONI, del CIO e della Federazione Internazionale Boxe (AIBA) e che il CONI riconosce una sola Federazione per ciascuno sport (art. 21, comma 2, Statuto CONI). Tale prerogativa è chiaramente riconosciuta e certificata dal CONI che ha approvato con delibera della Giunta Nazionale del CONI con delibera n. 163 del 4 maggio 2017 lo Statuto della F.P.l. che prevede espressamente che “La F.P.I. è autorizzata in via esclusiva a svolgere in Italia l’attività sportiva del pugilato agonistico e amatoriale, in armonia con le deliberazioni del C.I.O. e del C.O.N.I., anche in considerazione della rilevanza pubblicistica di specifici aspetti di tale attività” demandando alla stessa F.P.I. “…lo scopo di promuovere, organizzare, disciplinare, regolamentare, propagandare, sviluppare e attuare programmi di formazione di atleti e tecnici, nonché di svolgere lo sport del pugilato nei settori AOB, Pro, APB, Amatoriale e Giovanile”.
In particolare, la F.P.I. è l’unica struttura responsabile dell’organizzazione dell’attività del pugilato – il cui contenuto agonistico è definito dalla stessa Federazione – della gestione degli aspetti tecnici e della promozione della disciplina che presiede nell’ambito dei confini nazionali, costituendo, altresì, l’esclusivo referente per l’A.I.B.A. a livello internazionale. Tale condizione è uno dei presupposti per il riconoscimento, ai fini sportivi, da parte del CONI che, è bene rammentarlo, procede all’affiliazione di qualsiasi ente federale
FEDERAZIONE PUGILISTICA ITALIANA
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soltanto quando lo stesso ente è l’unico organismo a rappresentare la disciplina nell’ambito nazionale e sia affiliato ad una Federazione Internazionale riconosciuta dal CIO. In altre parole, nessun altro Ente riconosciuto dal CONI potrebbe presentare nel proprio Statuto la possibilità di svolgere ovvero promuovere l’attività sportiva che già ricada sotto l’egida di una Federazione affiliata al CONI.
In tale ottica la F.P.I. ha disciplinato il reclutamento, la formazione e l’aggiornamento di figure professionali quali Tecnici ed Istruttori, Medici ed Ufficiali di gara che, con la propria opera, salvaguardano la sicurezza e la regolarità dell’attività del pugilato in tutte le sue forme. Inoltre la F.P.I. ha strutturato specifiche polizze assicurative che, nel pieno rispetto delle normative vigenti, garantiscono adeguate coperture per i rischi connessi.
In merito proprio alla tutela sanitaria, la Federazione Pugilistica Italiana ha adottato un apposito regolamento che disciplina le funzioni specifiche del settore, nel rispetto della vigente normativa nazionale e regionale (DECRETO MINISTERIALE 18 FEBBRAIO 1982, DECRETO MINISTERIALE 2 AGOSTO 2005; DECRETO MINISTERIALE 28 FEBBRAIO 1983), delle disposizioni del CIO, del CONI e delle Federazioni Internazionali ai fini della tutela e del controllo dello stato di salute dei propri tesserati uomini e donne. Tali normative e relative direttive chiariscono che la determinazione e la qualificazione dell’attività sportiva agonistica è di esclusiva pertinenza delle FSN ovvero quando questa venga praticata sistematicamente e/o continuativamente e soprattutto in forma organizzata e competitiva. La FPI, di concerto con il CONI e la Federazione Medico Sportiva Italiana, ha investito nella formazione e l’aggiornamento del “medico di ruolo del pugilato” che rappresenta uno dei perni della struttura federale con specifica competenza e particolari responsabilità per garantire la tutela e l’integrità fisica dell’atleta nell’ambito di uno sport complesso come quello del pugilato.
Alla luce di quanto precede, si diffida quindi dal compiere e/o avvalorare non solo l’attuazione di programmi che possano mettere a rischio l’incolumità degli individui – ma danneggiare conseguentemente l’immagine del nostro sport. Al contempo si chiede agli organi in indirizzo di prendere i dovuti provvedimenti onde scongiurare il ripetersi di tali gravi violazioni e di intervenire per una corretta definizione delle rispettive competenze, soprattutto alla luce delle peculiarità della nostra disciplina così come regolamentata nell’attuale ordinamento sportivo. In aggiunta, si rimarca che in assenza di un apposito regolamento tecnico, di un regolamento sanitario, di norme sulle dotazioni di sicurezza, di apposite certificazioni di idoneità medico-sportiva, di adeguati controlli medici pre-gara e di specifiche ed obbligatorie polizze assicurative (DECRETO 3 novembre 2010), l’attività in questione risulterebbe svolta in assenza delle dovute tutele per gli individui coinvolti
Da ultimo, evidenziamo che – pur condividendo il rispetto delle finalità sportive ed istituzionali degli Enti di Promozione Sportiva con particolare attenzione alla formazione, la promozione e la diffusione di tutti i valori morali, culturali e sociali riconducibili alle attività ludico-motorie e di avviamento alla pratica sportiva – è fuori di dubbio che nessuno possa svolgere e/o organizzare attività di pugilato o boxe (in tutte le sue forme e varianti) in assoluta mancanza di tutele, garanzie e specifici protocolli tecnico-sanitari che la scrivente Federazione adotta in osservanza dell’attuale ordinamento.
Confidando nel Vs. fattivo riscontro a quanto sopra e riservandoci espressamente ogni diritto e azione a nostra tutela, si inviano distinti saluti.
Il Presidente delle Federazione Italiana Pugilato



